Comunicato del 12 Febbraio 2020

Il video di una diretta Facebook, realizzato e diffuso nella giornata del 10 febbraio 2020 dal presidente dell’associazione Humanitas di Salerno Roberto Schiavone, che riprendeva il trasferimento di un ammalato dal Pronto soccorso del Ruggi verso l’ospedale Cotugno di Napoli, ha fatto in poche ore il giro del web. Nel video il presidente Schiavone, filmando un’ambulanza del 118, di proprietà dell’Humanitas, dichiarava: “Ci siamo! Il primo caso a Salerno”, asserendo successivamente che si trattasse del primo caso di influenza da coronavirus a Salerno.

Si ricorda che il Corpo Internazionale di Pubblica Assistenza Humanitas, che garantisce il servizio del 118, è un servizio assicurato dalle tasse di tutti i contribuenti e pertanto ritieniamo gravissimo si sia strumentalizzata una situazione drammatica che, nella giornata di lunedì, era soltanto un sospetto. Infatti, già ieri, è stato prontamente ridimensionato dai medici del presidio napoletano: come da bollettino diffuso, non c'è coronavirus nel paziente salernitano ricoverato al Cotugno.

Questo episodio ci indigna profondamente, sia per il mancato rispetto alle norme di legge, che riteniamo si siano consumate a danno dell’ammalato e della sua famiglia, sia per la violazione della dignità umana. Ricordiamo che il video riprende il paziente in una teca trasparente, violando profondamente la sua privacy ed esponendolo, anche se non risulta facilmente identificabile, alla gogna mediatica. Tutto ciò per un mero spirito di spettacolarizzazione.

Inoltre, tale iniziativa, è stata caratterizzata anche per la sua “rozzezza e pochezza umana”, dovuta a dialoghi offensivi nei confronti di tutte le donne e, nello specifico, della comunità cinese. Un messaggio becero, di luoghi comuni ed offese gratuite, è passato attraverso i dialoghi tra il presidente Schiavone, che si è lasciato scappare una sghignazzante risata, ed una donna, che pure riteniamo sia necessario identificare perché, nel caso si trattasse di una dipendente dell’ospedale di Salerno o di una volontaria del gruppo Humanitas, andrebbero prese immediate azioni disciplinari.

Invitiamo le Istituzioni sopra in calce a prendere tutti i provvedimenti necessari per verificare, secondo le proprie competenze, se si sia consumato anche il reato di procurato allarme, ma soprattutto auspichiamo provvedimenti in merito all’utilizzo strumentale del servizio pubblico del 118, con sanzioni serie ed esemplari per impedire che tali episodi si possano ripetere.

Al di là dei presunti reati, riteniamo doveroso intervenire per stigmatizzare tali comportamenti, perché questo grave episodio merita, a nostro giudizio, una chiara presa di posizione ufficiale di condanna da parte di tutti i rappresentanti delle Istituzioni, in primis del primo cittadino di Salerno.